Il senatore democratico Joe Manchin della West Virginia annuncia che non si ricandiderà l’anno prossimo, lasciando scoperto un seggio che solo con un miracolo i democratici potranno preservare. Pochi giorni dopo, un altro senatore, il repubblicano afro-americano Tim Scott pone termine alla sua campagna presidenziale annunciando il ritiro dalle primarie.
Qualche considerazione:
- Le chance democratiche di mantenere il controllo del Senato si fanno molto esigue (anche se la concomitanza con le Presidenziali determinerà un forte condizionamento nazionale del voto statale). Era già una tornata complicata, che su 33 seggi in palio 23 devono essere difesi dai democratici (20 + 3 indipendenti che votano assieme ai dems) e tra questi c’erano già seggi problematici e difficili da difendere come Montana, Ohio o Arizona. In West Virginia Trump vinse con quasi 40 punti di scarto, risultati più o meno confermati dal midterm 2022 (i due seggi alla Camera sono stati vinti dai repubblicani con 38 e 31 punti di scarto). Per chi si lamentava di Manchin e della sua eccessiva moderazione ….;
- Il numero di partecipanti alle primarie repubblicane si assottiglia più rapidamente del previsto. Sono rimasti ormai in 4 + 1: Trump, Haley, DeSantis e Ramaswami + Christie (che non ha chance e corre per danneggiare Trump). Immaginabile che dopo i primi voti resti solo un/a contendente a sfidare Trump e per come stanno le cose potrebbe essere Haley. Si verrebbe quindi a determinare lo scenario auspicato dal fronte repubblicano anti-Trump evitando di disperdere il voto su più candidati;
- E però i sondaggi danno ancora Trump largamente in testa. Sia quelli generali (addirittura il 55 e più % negli aggregati); sia quelli – più significativi – del voto statale (in New Hampshire Trump sarebbe al 40/45%; in South Carolina al 50%). Senza considerare che, come ormai sappiamo bene, Trump e larga parte del suo elettorato non contemplano né accettano l’idea di una sconfitta e, credo, sarebbero pure disposti a lanciare una candidatura terza nel caso (che sarebbe disastrosa per i repubblicani);
- Candidature terze che ci sono – l’intellettuale afroamericano Cornel West, il no-Vax Robert Kennedy Jr. – e che rischiano come già in passato di danneggiare invece i democratici. Dove peraltro si materializza un nuovo sfidante di Biden nelle primarie, il deputato del Minnesota Dean Phillips. Che non ha chance, ovviamente, ma ha risorse sue e rischia di esporre ancor più la debolezza del Presidente.
