E allora Obama?

“E allora Obama che si è portato più di trenta milioni di documenti a casa sua a Chicago?”. Risponde così Trump alla vicenda dei documenti secretati che avrebbe dovuto trasferire ai National Archives (NARA) e che invece custodiva illegalmente nella sua residenza privata di Mar-a-Lago. Dai NARA precisano immediatamente che i “milioni” di documenti sono stati trasferiti alla biblioteca presidenziale che Obama ha scelto avesse sede a Chicago, la sua città adottiva (di solito le biblioteche presidenziali stanno nei luoghi di nascita, o quantomeno negli Stati di provenienza, degli ex presidenti). Le biblioteche presidenziali contengono i documenti presidenziali e quelli del suoi consiglieri. Lì si trovano ad esempio i documenti del National Security Council, ché il consigliere per la Sicurezza Nazionale è consigliere del Presidente; ai NARA di College Park, Maryland vi sono i documenti dei diversi dipartimenti (ovviamente vi sono frequenti sovrapposizioni, che lo stesso documento può essere circolato attraverso diverse agenzie e persone; uno dei paradossi della ricerca è che talora un documento ancora classified da una parte risulta consultabile da un’altra).

Le biblioteche presidenziali fanno parte della rete dei NARA e soggiacciono alle regole che governano la conservazione e consultazione dei documenti federali. Ma i trumpiani di tutto il mondo ora urlano e strepitano che “anche Obama però”….

Di Mario Del Pero

Professore di Storia Internazionale e di Storia degli Stati Uniti all'Institut d'études politiques - SciencesPo di Parigi

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