La politica sporca, cinica e irresponsabile

La politica può essere brutale, cinica e, anche, molto sporca. Difficile immaginare però un gioco più cinico e, appunto, sporco di quello giocato dal partito democratico statunitense in alcune competizioni elettorali di questo interminabile ciclo pre mid-term. I democratici hanno infatti deciso d’intervenire attivamente in numerose primarie repubblicane, sostenendo (con finanziamenti diretti o pubblicità elettorali) la campagna dei candidati trumpiani più radicali e, negli auspici, improbabili. Il ragionamento è semplice: in collegi o Stati dove vi è un consistente elettorato conservatore moderato, la candidatura di piccoli Trump galvanizza la propria parte e induce questo elettorato all’astensione o, addirittura, a votare democratico. I casi sono stati numerosi e , talora, eclatanti, come in Pennsylvania dove a correre come governatore vi sarà il senatore dello Stato Doug Mastriano, che partecipò all’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, o il Maryland, dove sarà candidato un altro trumpiano doc, Dan Cox, che alle primarie ha sconfitto la candidata sostenuta dal governatore uscente, Larry Hogan, uno dei repubblicani che più si è opposto alla deriva trumpiana del partito. Su tutti spicca però la storia delle primarie repubblicane nel 3° distretto del Michigan. Dove l’intervento democratico a sostegno del candidato trumpiano John Gibbs è stato probabilmente decisivo. E dove a essere sconfitto è risultato il giovane deputato Peter Meijer: un repubblicano moderato, eletto solo due anni prima e che, appena insediatosi alla Camera, aveva votato (con appena altri 9 colleghi repubblicani) l’impeachment di Trump. Esattamente il profilo di repubblicano moderato che, nella retorica spesso dispiegata dai democratici, costituirebbe l’interlocutore con cui dialogare e promuovere una pragmatica politica bipartisan.

Nel contesto iper-polarizzato odierno, e con questi indici d’impopolarità di Biden, la scelta democratica di appoggiare candidati trumpiani non è solo eticamente riprovevole, ma anche politicamente azzardata. Nei sondaggi, tanto per intenderci, Mastriano è alla pari col suo avversario democratico Josh Shapiro e il rischio di un boomerang è davvero fortissimo.

Di Mario Del Pero

Professore di Storia Internazionale e di Storia degli Stati Uniti all'Institut d'études politiques - SciencesPo di Parigi

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